IL DOLORE CRONICO E LA POSSIBILITÀ DI TORNARE VIVERE
Tipologia: Notizia
GIORNATA NAZIONALE DEL SOLLIEVO
La storia di Gian Mario, il senso della cura e l’incontro con l’équipe di Terapia del Dolore dell’ASST di Cremona. «Il dolore ti mangia. Se perdi il sorriso hai perso la battaglia», racconta.
Per chi non lo vive è difficile immaginarlo. Il dolore cronico non si vede, ma accompagna ogni gesto della giornata, condiziona il lavoro, il riposo, le relazioni e perfino l'umore. Lo racconta Gian Mario, 50 anni, sposato e padre di una figlia, che da anni affronta una forma di dolore neuropatico. La sua testimonianza apre il racconto che l'ASST di Cremona dedica alla Giornata Nazionale del Sollievo, che si celebra il 30 maggio, per ricordare che dietro ogni dolore c'è una persona e che nessuno dovrebbe affrontarlo da solo.
Per Gian Mario tutto inizia con un problema alla schiena. Dopo diversi interventi chirurgici viene individuato un neuroma benigno che coinvolge un nervo della gamba. Gli interventi consentono di preservare la funzionalità dell’arto, ma lasciano in eredità un dolore neuropatico severo e persistente.
IL «PESO» DEL DOLORE CRONICO
Il dolore cronico non colpisce soltanto il corpo, «È come avere delle api attaccate al piede, oppure un mal di denti continuo nella gamba», racconta Gian Mario: «Ci sono momenti in cui il dolore arriva all’improvviso e ti travolge. Non ti lascia dormire, non ti fa stare fermo, ti impedisce di pensare. La cosa più difficile è accettare che non sei più quello di prima. Quando hai sempre lavorato, ti sei occupato della casa, della famiglia, e all’improvviso devi imparare a chiedere aiuto, a delegare, a dipendere dagli altri, non è facile. All’inizio mi sentivo quasi un peso».
Accanto a lui, però, c’è sempre stata la famiglia. E soprattutto l’incontro con l’équipe della Terapia del Dolore. «Quando soffri tutto il giorno rischi di andare nel panico. Avere qualcuno che ti ascolta e ti prende per mano cambia tutto. Sapere di non essere solo è già una cura».
SE CHIEDI AIUTO, SEI A METÀ STRADA
Negli anni Gian Mario ha seguito diversi percorsi terapeutici, dalla neuromodulazione con elettrostimolatore impiantato fino alle più recenti procedure di crioterapia sul nervo responsabile del dolore. Trattamenti personalizzati che hanno consentito di migliorare la qualità della sua vita. Oggi continua a lavorare, seppur con modalità diverse rispetto al passato. «Non puoi alzarti ogni mattina arrabbiato. Devi trovare un motivo per andare avanti. Se chiedi aiuto e trovi le persone giuste, hai già fatto metà del percorso. L’altra metà la devi fare tu con la testa».
L’EPIDEMIA SILENZIOSA
Il dolore cronico rappresenta una delle principali sfide sanitarie dei Paesi occidentali. Secondo le più recenti stime, interessa circa 10 milioni di persone in Italia e viene spesso definito un’“epidemia silenziosa” perché, pur incidendo profondamente sulla vita delle persone, rimane spesso invisibile agli occhi degli altri.
«Il dolore nasce come un sintomo utile, un segnale che protegge il nostro organismo», spiega Alessio Faliva, direttore della SC Cure Palliative e Terapia del Dolore dell’ASST di Cremona. «Quando però diventa cronico perde questa funzione e si trasforma in una vera e propria malattia. Si insinua nella quotidianità, altera il sonno, l’umore, le relazioni sociali e familiari. Molte persone si sentono incomprese perché il dolore non si vede».
Per questo la presa in carico non riguarda soltanto l’aspetto clinico. «Sollievo significa sentirsi ascoltati, compresi, accompagnati. Significa sapere che qualcuno si prende cura di te nella tua globalità.
Le terapie sono fondamentali, ma altrettanto importante è costruire una relazione di fiducia che permetta alla persona di non sentirsi sola. Prendersi cura significa capire di cosa una persona ha davvero bisogno per stare meglio», conclude Faliva. «Il nostro obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma restituire qualità di vita, autonomia e dignità alle persone che si affidano a noi». Perché il sollievo non è soltanto assenza di dolore. È la possibilità di tornare a vivere.
UN’EQUIPE DIFFUSA SUL TERRITORIO
L’équipe della Terapia del Dolore dell’ASST di Cremona è composta da medici, infermieri e psicologi che lavorano insieme per offrire percorsi personalizzati ai pazienti interessati dal dolore cronico. L’attività si svolge all’Ospedale di Cremona, all’Ospedale Oglio Po e nelle Case di Comunità del territorio.
Ogni anno vengono effettuate migliaia di prestazioni tra visite specialistiche, controlli, infiltrazioni, procedure avanzate di neuromodulazione e ricoveri dedicati. Accanto all’attività clinica, l’équipe garantisce supporto psicologico e percorsi di accompagnamento rivolti sia ai pazienti sia alle famiglie.
Responsabile della pubblicazione: Comunicazione
Ultimo aggiornamento: 29/05/2026