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ALL’OGLIO PO INTERVENTI AVANZATI PER LA RIZOARTROSI LA CHIRURGIA CHE RESTITUISCE FUNZIONALITÀ ALLA MANO

Rizoartrosi

Tipologia: Notizia

L’Ospedale di Casalmaggiore, centro di riferimento riconosciuto in Italia per la chirurgia della mano, esegue interventi avanzati applicando la tecno-sospensione.

Aprire un barattolo, girare una chiave nella serratura, afferrare una bottiglia o sollevare un oggetto: gesti semplici che diventano difficili e dolorosi quando entra in gioco la rizoartrosi, una forma di artrosi molto diffusa che colpisce la base del pollice. Una patologia che interessa soprattutto le donne e che, nelle fasi più avanzate, può compromettere in modo significativo l’uso della mano.

All’Ospedale Oglio Po, riconosciuto Centro di Chirurgia della Mano dalla Società Italiana di Chirurgia della Mano, questa condizione viene trattata con tecniche chirurgiche avanzate, tra cui la teno-sospensione, oggi considerata una delle soluzioni più efficaci per restituire stabilità, forza e mobilità al pollice.

«La rizoartrosi è l’artrosi che interessa l’articolazione tra la base del primo metacarpo e il trapezio, un punto fondamentale per i movimenti della mano – spiega il direttore dell’Ortopedia Alessio Pedrazzini. I pazienti arrivano spesso da noi lamentando dolore e una progressiva difficoltà nella prensione degli oggetti».

Il problema riguarda in particolare il movimento di opposizione del pollice, quello che consente di avvicinarlo alle altre dita per afferrare o stringere oggetti. Con l’evoluzione della patologia, la forza diminuisce progressivamente e la mano diventa sempre meno funzionale. «Questa patologia si manifesta più frequentemente nelle donne e spesso interessa la mano non dominante – prosegue Pedrazzini – cioè quella che utilizziamo come mano di appoggio e che compie molti sforzi nella vita quotidiana».

COSA SUCCEDE ALL’ARTICOLAZIONE DEL POLLICE

All’origine della rizoartrosi vi è la rottura di un importante legamento stabilizzatore, chiamato dagli specialisti anglosassoni “big ligament”, che collega il primo e il secondo metacarpo.

Quando questo legamento si danneggia, la base del primo metacarpo tende a spostarsi posteriormente, provocando una lussazione progressiva dell’articolazione e una deformità caratteristica della mano. «Con il tempo – spiega Pedrazzini – oltre alla perdita di forza compare anche il dolore a riposo. In alcuni casi il paziente arriva a soffrire anche durante la notte».

LA SOLUZIONE CHIRURGICA: LA TENO-SOSPENSIONE

Quando le terapie conservative non sono più sufficienti, la chirurgia può offrire una soluzione efficace. La tecnica più utilizzata è la teno-sospensione, che permette di ripristinare la stabilità dell’articolazione utilizzando un tendine del polso.

«Durante l’intervento utilizziamo una piccola porzione del tendine flessore radiale del carpo – precisa Pedrazzini – che viene tunnelizzato alla base del primo metacarpo. In questo modo ricreiamo una sorta di nuovo sistema di stabilizzazione. È come se eseguissimo un piccolo intervento di ricostruzione legamentosa, simile a quello dei legamenti crociati ma a livello del pollice».

UN INTERVENTO RAPIDO, RECUPERO PROGRESSIVO

L’operazione ha una durata media di circa 40 minuti e viene eseguita in anestesia del plesso brachiale, che consente al paziente di restare sveglio senza avvertire dolore. Dopo l’intervento viene applicata inizialmente una valva gessata, seguita da un tutore, mentre la riabilitazione inizia generalmente dopo circa 20 giorni. «Il recupero funzionale della mano – precisa il primario – avviene in genere entro 50 giorni dall’intervento».

CENTRO DI RIFERIMENTO «A DUE PASSI DA CASA»

All’Ospedale Oglio Po vengono eseguiti circa cinquanta interventi all’anno per rizoartrosi, nell’ambito dell’attività specialistica dedicata alla chirurgia della mano. «Il nostro ospedale è riconosciuto dalla Società Italiana di Chirurgia della Mano come centro dedicato a questa disciplina – conclude il primario –. L’obiettivo dei nostri interventi è duplice: eliminare il dolore e restituire al paziente la piena funzionalità della mano, permettendogli di tornare a svolgere senza limitazioni i gesti quotidiani».

L’ÈQUIPE E GUIDATA DA ALESSIO PEDRAZZINI

L’équipe di Ortopedia dell’Ospedale Oglio Po – guidata da Alessio Pedrazzini - è composta da professionisti con competenze specialistiche che lavorano in modo integrato per garantire ai pazienti un’assistenza chirurgica e clinica di elevata qualità. Il reparto si avvale dell’esperienza e della professionalità degli specialisti ortopedici Nicola Bertoni, Daniele Casalini, Vanni Medina, Roberto Visaschi, Bianca Pedrabissi, Alberto Longhi e Marco Domenichini, impegnati quotidianamente nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.

Accanto ai medici ortopedici operano i coordinatori infermieristici, figure fondamentali per l’organizzazione delle attività assistenziali e per il coordinamento dei percorsi di cura. In particolare, Tommaso Dondi coordina il gruppo operatorio, Annalisa Bernardelli il reparto di Ortopedia e Marcella Rossi il servizio di prericovero. La gestione e programmazione delle attività chirurgiche è in capo a Patrizia Loritto.

 

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Responsabile della pubblicazione: Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 13/03/2026