UNA TELEFONATA CONTRO LA SOLITUDINE E IL CALDO
Tipologia: Notizia
INFERMIERI DI FAMIGLIA E COMUNITÀ
Quando il caldo aumenta e le città si svuotano, gli Infermieri di Famiglia e di Comunità restano accanto alle persone più fragili
«Buongiorno, come sta? Sua moglie mi ha detto che ha ripreso otto chili: è una bellissima notizia! Facciamo due passi?».
Vanessa Mancastroppa, Infermiera di Famiglia e di Comunità, saluta così G., che segue da quattro mesi. Si informa su come mangia, sulle sue condizioni di salute nelle ultime settimane, misura i parametri vitali. Poi si ferma a parlare con lui e con la moglie nel salotto di casa, tra la televisione e le fotografie di famiglia.
È una delle immagini della presa in carico territoriale dell’ASST di Cremona. Gli Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC) hanno base nelle Case di Comunità di Cremona, Soresina e Casalmaggiore e seguono le persone fragili e anziane, a domicilio e a distanza, in raccordo con gli altri professionisti e servizi del territorio.
In queste settimane, con temperature che sfiorano i 40 gradi, una visita o una telefonata possono diventare ancora più importanti, soprattutto per chi vive solo, è anziano o convive con una patologia cronica.
Gli IFeC dell’ASST di Cremona sono 31: 25 nel territorio cremonese e 6 in quello casalasco. Attualmente seguono a domicilio circa 400 persone.
QUASI 2 MILA VOLTE «COME STA?»
In queste settimane gli infermieri stanno dedicando un’attenzione particolare alle persone più esposte agli effetti del caldo. Accanto alle attività nelle Case di Comunità, alle nuove prese in carico e alle visite domiciliari, hanno contattato circa 2000 cittadini fragili con più di 65 anni nei territori di Cremona e Casalmaggiore.
L’attività si inserisce in un intervento rivolto a una platea di oltre 3.800 persone segnalate da ATS Val Padana, individuate sulla base di condizioni di fragilità che possono aumentare i rischi legati alle alte temperature.
Le domande sono semplici: come sta? Riesce a bere e mangiare regolarmente? Ha qualcuno che può aiutarla? Riesce a gestire la terapia e le necessità quotidiane.
«Alcuni rispondono che va tutto bene, altri rimangono al telefono per diversi minuti», racconta Rosa Sora, coordinatrice degli Infermieri di Famiglia e di Comunità. «Può emergere un problema di salute, la difficoltà di fare la spesa o di gestire la terapia. A volte, semplicemente, la solitudine».
Quando serve, l’infermiere dà le prime indicazioni, valuta il bisogno e orienta verso i servizi disponibili, compresi i Cold Spot delle Case di Comunità.
Le telefonate partono dal numero fisso del Punto Unico di Accesso (PUA) di Cremona. Gli operatori si presentano come professionisti dell’ASST di Cremona e spiegano subito il motivo della chiamata.
«Le persone anziane sono comprensibilmente prudenti, anche a causa delle truffe», precisa Sora. «Per questo è importante utilizzare un numero identificabile». Non vengono mai richiesti denaro, dati bancari, password o codici personali.
OLTRE LA MALATTIA, C’È LA PERSONA
Misurare la pressione o la frequenza cardiaca è solo una parte del lavoro. Entrare in una casa permette di vedere ciò che difficilmente emerge durante una visita ambulatoriale: se una persona beve e mangia abbastanza, se riesce a fare la spesa, se gestisce correttamente i farmaci, se dispone di un ambiente fresco e sicuro, se può contare sull’aiuto di familiari, amici o vicini.
«Rispetto al lavoro in reparto, bisogna imparare a guardare la persona a 360 gradi e conoscere bene tutti i servizi che si possono attivare», spiega Mancastroppa, infermiera da 33 anni e IFeC da tre, dopo le esperienze in Chirurgia generale, Oncologia, Ematologia e Nefrologia.
«Dobbiamo capire se riceve le cure necessarie, ma anche se riesce ad affrontare la quotidianità. Facciamo educazione alla salute, sosteniamo i caregiver e aiutiamo ad attivare i servizi. Dietro un bisogno sanitario possono esserci altre difficoltà che incidono sul benessere».
È qui che la presa in carico diventa concreta. L’IFeC non lavora da solo, ma in raccordo con il medico di medicina generale, l’assistente sociale e gli altri professionisti del territorio. Le segnalazioni possono arrivare dai medici, dalla Centrale Operativa Territoriale, dalle dimissioni protette o dai servizi sociali.
ENTRARE IN CASA, IN PUNTA DI PIEDI
La casa racconta molto della persona che vi abita. Entrarci significa attraversare uno spazio fatto di abitudini, relazioni e storia personale. Anche suggerire di togliere un tappeto che può provocare una caduta, riorganizzare un ambiente o cambiare una consuetudine richiede sensibilità.
«Il cartellino identifica il nostro ruolo, ma non basta», sottolinea Sora. «Bisogna chiedere permesso, entrare in punta di piedi e ascoltare. Non possiamo imporre soluzioni: accompagniamo la persona e la famiglia verso scelte più sicure».
La fiducia si costruisce nel tempo. «All’inizio può esserci diffidenza. Poi la persona comincia a raccontare anche quello che al primo incontro non avrebbe detto. Ed è spesso lì che riusciamo a comprendere davvero il bisogno».
Anche la frequenza dei contatti cambia da persona a persona. Per chi ha raggiunto una situazione stabile e può contare su qualcuno che lo assiste può essere sufficiente una telefonata; chi vive solo o presenta maggiori fragilità può avere bisogno di visite periodiche.
A Ferragosto, quando molte attività rallentano e le temperature restano alte, una voce al telefono o un campanello suonato alla porta assumono un valore ancora più concreto. È il senso della presa in carico: conoscere la persona, seguirla nel tempo e intercettare un bisogno prima che diventi un’emergenza.
CASE DI COMUNITÀ
La Casa di Comunità di Cremona è aperta anche nel weekend, sabato e domenica, dalle 8 alle 20, compreso il fine settimana di Ferragosto. Sabato 15 e domenica 16 agosto le sedi di Soresina e Casalmaggiore sospendono l'attività e riprenderanno regolarmente lunedì 17.
In caso di sintomi gravi o di emergenza sanitaria chiamare il 112
PUA CREMONA:
Via San Sebastiano 14 – Tel. 0372 408 705 pua.cdc.cremona@asst-cremona.it
PUA SORESINA:
Via Robbiani 6 – Tel. 0372 408 966pua.cdc.soresina@asst-cremona.it
PUA CASALMAGGIORE:
Piazza Garibaldi 3 – Tel. 0375 284 137pua.cdc.casalmaggiore@asst-cremona.it
Responsabile della pubblicazione: Comunicazione
Ultimo aggiornamento: 14/08/2026