Cremona 0372 405111 - Oglio Po 0375 2811

SCUOLA IN OSPEDALE UNA CLASSE CHE CAMBIA OGNI GIORNO

Fine anno scolastico 2026

Tipologia: Notizia

Fra lezioni, musica e nuove amicizie si chiude a pieni voti il secondo anno della classe che accoglie tutti i giovani pazienti della Pediatria.

 

«Ogni mattina aspettavo con ansia che aprisse. Non mi aspettavo di trovare una scuola così organizzata e piena di materiali per disegnare e colorare».

Nelle parole di Niam, 13 anni, c'è il senso più autentico della Scuola in Ospedale della Pediatria di Cremona, che conclude il suo secondo anno di attività.

Un cubo di vetro affacciato sul corridoio del reparto, banchi e sedie, libri, fogli, colori e una maestra pronta ad accogliere ogni nuovo arrivo. È qui che, giorno dopo giorno, prende vita una classe speciale, fatta di bambini e ragazzi che cambiano continuamente seguendo i tempi dei ricoveri, ma che trovano nello studio, nel gioco e nella relazione un prezioso spazio di normalità. 

INCONTRO FRA GENERAZIONI

Durante l'anno scolastico sono stati numerosi gli alunni che hanno frequentato la Scuola in Ospedale, compresi molti adolescenti. «L'impressione è che questo secondo anno abbia visto una partecipazione ancora maggiore dei ragazzi più grandi, che si sono relazionati con i bambini più piccoli creando una bella congiunzione intergenerazionale», spiega Claudio Cavalli, direttore della Pediatria Aziendale dell'ASST di Cremona.

La crescita del progetto è stata possibile grazie al supporto dell'équipe medico-infermieristica della Pediatria e della coordinatrice Daniela Andrico, che ne hanno favorito lo sviluppo all'interno del reparto. Una crescita accompagnata anche da una maggiore attenzione della città verso questo progetto. «Tante associazioni hanno sostenuto la scuola con materiali, attività e donazioni. Rispetto al primo anno, oggi c'è una maggiore consapevolezza del valore di questa esperienza e una concreta volontà di sostenerla».

PRIMA DI TUTTO C’È LA RELAZIONE

La giornata scolastica inizia ogni mattina nelle stanze di degenza. L'insegnante incontra bambini e ragazzi, raccoglie informazioni dal personale sanitario e li invita a partecipare alle attività.

«L'importante è entrare in relazione con loro», racconta la maestra Teresa Spezia. «Ogni ragazzo è diverso. A volte basta un libro, altre volte un gioco, un messaggio in codice o un'attività costruita partendo dai suoi interessi. L'obiettivo è creare un contatto, far capire che la scuola è uno spazio aperto e accogliente».

Non esistono classi fisse né programmi rigidi. Ogni ricovero porta con sé una nuova storia, nuove esigenze e nuove occasioni di incontro. Un lavoro che richiede creatività, capacità di adattamento e ascolto. «Sono contentissima della scelta di insegnare qui. I ragazzi cambiano continuamente e spesso sono proprio loro a suggerire nuove idee e nuovi percorsi. Ogni giorno è diverso dal precedente e questo rende il lavoro estremamente interessante».

NON SOLO COMPITI

Nel corso dell'anno la Scuola in Ospedale ha proposto attività molto diverse tra loro: laboratori di lettura, scrittura e giornalismo, progetti artistici, cinema, musica e danza.

Tra le esperienze più significative c'è il giornale di reparto Ragazzi Curiosi, realizzato dagli studenti a partire dai loro interessi, e il Libro delle Emozioni, che raccoglie disegni, racconti e lavori lasciati dai bambini e dai ragazzi che passano dalla scuola.

Particolarmente apprezzati sono stati i laboratori musicali e di danza, che hanno portato nuove occasioni di espressione e condivisione all'interno della Pediatria.

«Un grande applauso va alla maestra, che ha saputo portare la cultura musicale all'interno del reparto», sottolinea Cavalli. «Periodicamente musicisti e insegnanti di danza hanno coinvolto i ragazzi in attività di alfabetizzazione musicale. Camminando lungo il reparto, spesso si sentivano risuonare delle note».

«UNA MAESTRA TUTTA PER ME»

Per i bambini e i ragazzi ricoverati, la scuola rappresenta molto più di un'aula. «La scuola in ospedale è un luogo piacevole, perché faccio cose interessanti grazie a una maestra tutta per me. È un posto in cui mi sento al sicuro», racconta Alex, 11 anni.

«L'ospedale è stato una gabbia che grazie alle attività della scuola mi ha fatto dimenticare di essere lì», aggiunge Gianluca, 16 anni. «Non mi aspettavo così tanta empatia e persone capaci di rendere le giornate più leggere».

Parole che raccontano il valore più profondo della Scuola in Ospedale: mantenere vivo il diritto all'apprendimento, ma anche offrire ai giovani pazienti uno spazio di relazione, scoperta e normalità durante il ricovero.

COS'È LA SCUOLA IN OSPEDALE

La Scuola in Ospedale dell'ASST di Cremona nasce dalla collaborazione tra ASST di Cremona e Istituto Comprensivo Cremona Quattro, con il sostegno di Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona e ATS Val Padana.

Il servizio garantisce ai bambini ricoverati la possibilità di proseguire il percorso scolastico anche durante la degenza, tutelando non solo il diritto alla cura ma anche il diritto all'istruzione. Le attività vengono personalizzate in base all'età, alle condizioni cliniche e alla durata del ricovero, con l'obiettivo di mantenere la continuità scolastica, favorire le relazioni e offrire ai giovani pazienti uno spazio di normalità all'interno dell'esperienza ospedaliera.

Vedi anche

Responsabile della pubblicazione: Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 09/06/2026