RISCHIO SUICIDARIO, RICONOSCERE I SEGNALI È PARTE DELLA CURA
Tipologia: MMG
Un comportamento autolesivo, una sofferenza che fatica a trovare parole, fino alla comparsa di pensieri suicidari. Riconoscere i segnali, comprenderne il significato e valutare il rischio è fondamentale per poter intervenire in modo appropriato.
È questo il tema al centro dell’evento formativo “Dal comportamento autolesivo all’ideazione suicidaria: valutazione del rischio e gestione clinica”, in programma mercoledì 11 novembre 2026, dalle 9 alle 15, nell’Aula Magna “Magda Carutti” dell’Ospedale di Cremona.
La giornata nasce da un approccio trasversale. Il rischio suicidario non riguarda esclusivamente chi opera nell’ambito della salute mentale. La sofferenza può emergere in momenti e contesti diversi del percorso di cura ed essere intercettata da professionisti con ruoli e specializzazioni differenti.
Per questo la formazione coinvolge operatori del Dipartimento di Salute Mentale, Dipartimento Oncologico, Dipartimento Emergenza-Urgenza, Dipartimento Materno-Infantile, Medicina Generale, Polo Territoriale, Medicina Legale e Medicina del Lavoro dell’ASST di Cremona.
«RICONOSCERE E ASCOLTARE LA SOFFERENZA»
«Questa giornata non è soltanto un’occasione di formazione, ma esprime un modo di affrontare un tema complesso che non riguarda esclusivamente la salute mentale», spiega Gabriella Leggio, responsabile della SSD Psicologia Clinica dell’ASST di Cremona e responsabile scientifica dell’evento.
«La sofferenza e i segnali di rischio possono emergere in momenti e contesti diversi del percorso di cura. È importante, quindi, che chi si occupa della salute delle persone sappia coglierli, accoglierli e orientare verso il supporto più appropriato. La prevenzione passa anche dalla capacità di vedere e ascoltare ciò che una persona non sempre riesce a esprimere direttamente».
«FORMARE I PROFESSIONISTI E CREARE OCCASIONI DI CONFRONTO»
«Su un tema così delicato, formare i professionisti e creare occasioni di confronto è fondamentale», afferma Roberto Poli, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST di Cremona. «Significa costruire un linguaggio e un’attenzione condivisi, che aiutino a riconoscere le situazioni di rischio e ad affrontarle senza lasciare solo il singolo professionista davanti alla loro complessità».
«La presenza del professor Maurizio Pompili rappresenta per noi un’importante opportunità di approfondimento. La sua esperienza clinica e scientifica nel campo della suicidologia e della prevenzione del suicidio consente di portare a Cremona competenze maturate in anni di ricerca e di lavoro con le persone in crisi, offrendo ai nostri professionisti strumenti e prospettive da riportare nella pratica quotidiana».
DALLA RICERCA ALLA PRATICA CLINICA
Maurizio Pompili è professore ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma, direttore della UOC di Psichiatria e fondatore e responsabile del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma.
La sua attività clinica e scientifica è dedicata da anni allo studio della crisi suicidaria, alla valutazione del rischio e alle strategie di prevenzione, con una particolare attenzione all’esperienza soggettiva della persona e alla relazione con il professionista.
Un approccio che porta la prevenzione oltre la sola individuazione di una diagnosi: comprendere la sofferenza, saperne cogliere i segnali e costruire una relazione basata sull’ascolto e sulla fiducia sono elementi centrali anche nella valutazione e nella gestione del rischio.
COME PARTECIPARE
L’evento è rivolto prevalentemente ai professionisti dell’ASST di Cremona, ma la partecipazione è aperta anche ai professionisti esterni, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per questi ultimi non è previsto il riconoscimento dei crediti formativi.
La registrazione dei partecipanti inizierà alle 8.45; i lavori si svolgeranno dalle 9 alle 15 presso l’Aula Magna “Magda Carutti” dell’Ospedale di Cremona.
Responsabile della pubblicazione: Comunicazione
Ultimo aggiornamento: 03/11/2026