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NASCE IL PERCORSO DI MEDICINA DI GENERE PER LE DONNE CON BISOGNI DI SALUTE COMPLESSI

Medicina di Genere

Tipologia: Notizia

Non solo differenze biologiche: la medicina cambia approccio perché donne e uomini si ammalano e rispondono alle cure in modo diverso.

Il nuovo percorso è dedicato alle pazienti già in cura nelle strutture Asst.

Viene attivato dallo specialista in base alla complessità clinica.

 

C’è una medicina che guarda alle differenze. Non solo quelle biologiche, ma anche quelle sociali e culturali che, ancora oggi, possono influenzare l’accesso alle cure e la qualità dei percorsi assistenziali. È la medicina di genere: un approccio innovativo che personalizza prevenzione, diagnosi e terapia tenendo conto delle specificità femminili e maschili.

«La medicina di genere è un nuovo modo di prendersi cura delle persone – spiega la dottoressa Monia Betti, responsabile del percorso e direttore della Pneumologia dell’Ospedale di Cremona – perché riconosce che uomini e donne non sono uguali né dal punto di vista biologico né per condizioni sociali e culturali. Questo può incidere anche sull’equità di accesso alle cure e sulla qualità della presa in carico».

In occasione della Open Week Salute Donna, promossa da Onda, l’ASST di Cremona dà forma a questo approccio di cura. Nasce così un nuovo percorso di medicina di genere, dedicato alle pazienti già seguite, in particolare a chi convive con più patologie e necessita di una gestione coordinata e multidisciplinare.

 

CAMBIO DI PROSPETTIVA

Non è un ambulatorio tradizionale, ma un modello organizzativo che mette davvero al centro la persona. Tutto parte da una visita specialistica: una donna si rivolge al medico per una patologia, e può emergere un quadro più complesso, fatto di bisogni intrecciati e più competenze da coinvolgere.

«L’ingresso non avviene su richiesta diretta della paziente – chiarisce la responsabile – ma a partire da un quesito clinico: è lo specialista che, valutando la complessità del caso, decide di attivare una presa in carico più ampia». Da quel momento cambia la prospettiva: non è più la donna a dover coordinare visite, esami e consulti. È il sistema sanitario che si organizza intorno a lei.

«Grazie a un’agenda dedicata, lo specialista può programmare direttamente le visite necessarie, coinvolgendo altri professionisti – spiega Betti. A coordinare il percorso c’è una figura di riferimento (case manager) che accompagna la paziente e ne facilita l’accesso ai servizi. L’obiettivo è evitare frammentazioni e costruire una presa in carico integrata, dove i diversi specialisti dialogano tra loro».

 

UNA RETE FATTA DI COMPETENZE DIVERSE

La medicina di genere, per sua natura, non appartiene a una sola disciplina. A Cremona coinvolge un’ampia rete di specialisti: dalla senologia alla ginecologia, dalla cardiologia alla pneumologia, passando per neurologia, endocrinologia, reumatologia, nutrizione clinica e disturbi del comportamento alimentare.

Un esempio concreto: «una paziente in trattamento per tumore al seno può aver bisogno di monitorare anche la salute ossea o endocrinologica; oppure una donna con patologia respiratoria cronica può essere indirizzata, in ottica preventiva, a una valutazione cardiologica» – precisa Betti. «Il valore del percorso è mettere insieme le competenze».

 

LA CURA A MISURA DI PAZIENTE

Il percorso attivato a Cremona si inserisce in questa visione: integra e rafforza quanto già esiste, dalla prevenzione agli screening, con una presa in carico strutturata nella fase della malattia. «Non partiamo da zero, ma valorizziamo ciò che è già presente – conclude la responsabile: è un passo avanti verso una medicina sempre più personalizzata, capace di adattarsi alla persona e non il contrario».

Responsabile della pubblicazione: Comunicazione

Ultimo aggiornamento: 27/04/2026