IO NON STO ZITTA. LA CITTÀ CAMBIA SEGNO
Tipologia: Notizia
VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Trenta graffiti tra Cremona e Casalmaggiore portano il 1522 nei luoghi della vita quotidiana. La nuova campagna di comunicazione urbana dell’ASST di Cremona nasce dal progetto “Step by Step – Nessun futuro alla violenza”
Cremona, 14 ottobre 2026 – Sono comparsi sui marciapiedi. Vicino alle scuole. Nelle piazze. Alla stazione. Davanti all’ospedale. Nei luoghi dove ogni giorno le persone passano, aspettano, si incontrano.
Sono trenta graffiti. Un metro per un metro. Arancione, viola, bianco. Una figura femminile, poche parole: “IO NON STO ZITTA”. Poi un numero, 1522, e un QR code.
Da Cremona a Casalmaggiore, questi segni portano un unico messaggio nello spazio pubblico e nei percorsi della vita quotidiana. È la campagna di comunicazione urbana realizzata dall’ASST di Cremona nell’ambito di “Step by Step – Nessun futuro alla violenza”, il progetto coordinato dal Consultorio familiare e dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne.
UNA MAPPA PER «NON CALPESTARMI»
I graffiti sono stati distribuiti nei luoghi di maggiore passaggio e aggregazione. Non formano un percorso obbligato. Costruiscono piuttosto una mappa diffusa nella città, lungo i percorsi della vita quotidiana per intercettare le persone di tutte le età.
«Vedo. Mi fermo. Leggo. La campagna nasce da queste tre azioni, ma il punto di partenza è stato ancora più semplice: non calpestarmi» – spiega Stefania Mattioli, responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’ASST di Cremona. «Parlare di violenza significa parlare anche del rispetto di un confine: del corpo, della volontà, della libertà di un’altra persona. Da qui la scelta di partire da terra. Camminiamo spesso a testa bassa, con gli occhi sullo schermo. Non abbiamo chiesto alle persone di alzare lo sguardo: siamo andati a cercarlo dove già si trova. È una sperimentazione di comunicazione urbana pensata per raggiungere anche chi quel messaggio non lo sta cercando. Certo – aggiunge Mattioli - un graffito non cambia da solo un comportamento, ma può interrompere un passo, far nascere una domanda, lasciare nella memoria un numero. E indicare una strada».
INSIEME, DAI SERVIZI ALLA CITTÀ
«“Io non sto zitta” porta questo lavoro fuori dai servizi e dentro la città – afferma il direttore generale dell’ASST di Cremona Ezio Belleri. Diffondere il 1522 significa far conoscere uno strumento concreto di aiuto, ma anche ricordare che dietro quel numero esiste una rete che opera anche a livello locale. Forze dell’ordine, comuni, servizi sanitari e sociosanitari, centri antiviolenza e realtà del territorio lavorano insieme perché una donna che chiede aiuto possa trovare ascolto, protezione e un percorso cucito su misura».
«Questa campagna prova a rendere quella rete più visibile e più facile da raggiungere – prosegue Belleri. Ringrazio Regione Lombardia, e in particolare il settore Solidarietà sociale e Pari opportunità, per aver sostenuto Step by Step e reso possibile questo percorso. Un ringraziamento particolare va ai sindaci di Cremona, Andrea Virgilio, e di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, che hanno creduto nel progetto e accolto la proposta di utilizzare il suolo pubblico come spazio di consapevolezza, portando questo messaggio nei luoghi attraversati ogni giorno da decine di cittadini».
UNA RETE NELLA RETE
I graffiti sono pensati per rimanere nel tempo, continuando a incontrare le persone anche dopo il lancio della campagna. «L’invito è a interagire con questi segni: fotografarli, condividerli sui social, inviarli ad amici e familiari, facendo viaggiare il messaggio oltre il luogo fisico in cui sono stati realizzati» – conclude Mattioli.
«L’idea è costruire una rete nella rete, aggiungendo alla mappa urbana una trama di immagini e condivisioni capace di allargarsi da una persona all’altra. Dal marciapiede allo schermo: lo stesso luogo da cui siamo partiti per cercare lo sguardo delle persone può diventare lo spazio in cui il messaggio continua a circolare».
DOVE CHIEDERE AIUTO
Il graffito non si limita a dire “Io non sto zitta”. Riporta il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, e un QR code che conduce alla pagina dell’ASST di Cremona dedicata ai servizi e ai percorsi di aiuto disponibili https://www.asst-cremona.it/io-non-sto-zitta
Perché sensibilizzare non basta. La comunicazione deve provare a indicare la strada: dire da dove cominciare e, soprattutto, ricordare a una donna che non è sola.
Responsabile della pubblicazione: Comunicazione
Ultimo aggiornamento: 14/10/2026