CHIRURGIA ROBOTICA, IL VIA LIBERA DA REGIONE LOMBARDIA NUOVE OPPORTUNITÀ PER I PAZIENTI DEL TERRITORIO
Tipologia: Notizia
Un risultato importante per la sanità cremonese che amplia le possibilità della chirurgia mininvasiva. Il robot chirurgico rientra nel più ampio percorso di innovazione dell’ASST, insieme alla PET
e alle apparecchiature di diagnosi e cura.
27 Maggio 2026. Cremona avrà il robot chirurgico. La conferma arriva dalla delibera approvata oggi dalla Giunta di Regione Lombardia. Un passaggio importante per il futuro della chirurgia dell’ASST, che potrà contare su nuove possibilità per l’attività clinica mininvasiva.
«Portare la chirurgia robotica in un ospedale pubblico significa permettere ai cittadini di accedere a tecnologie avanzate senza doversi spostare in altri centri lontano da casa», evidenzia Ezio Belleri, Direttore Generale dell’ASST di Cremona. «Non è soltanto un’evoluzione tecnologica, ma un modello di cura che integra professionalità, innovazione e qualità assistenziale. Il valore resta nelle mani e nelle competenze dei professionisti, supportati da strumenti che consentono di affrontare interventi complessi con ulteriore precisione».
Il robot chirurgico si inserisce nel più ampio piano di innovazione tecnologica portato avanti anche grazie ai fondi PNRR. «Questo traguardo assume un valore ancora più importante all’interno della crescita complessiva dell’ospedale», sottolinea Belleri. «Entro la fine dell’anno è prevista anche l’installazione della PET.
INVESTIMENTO STRATEGICO E NUOVE COMPETENZE
«La chirurgia robotica non sostituisce il chirurgo, ma amplia le possibilità della chirurgia mininvasiva», sottolinea Francesco Reitano, Direttore Sanitario dell’ASST di Cremona. «Per i pazienti significa poter contare, in casi selezionati, su interventi di massima precisione, con recuperi spesso più rapidi. Per l’ospedale rappresenta un investimento strategico: dotarsi di questo strumento significa rafforzare competenze, innovazione e capacità di risposta clinica, a garanzia di qualità assistenziale e possibilità terapeutiche avanzate. Le diverse tecniche convivono - conclude Reitano - e la scelta dell’approccio chirurgico viene sempre definita dall’équipe sulla base della patologia, della complessità dell’intervento e delle condizioni del paziente».
UNA GUIDA PER IL CHIRURGO
«In casi selezionati il sistema robotico consente di operare attraverso incisioni più piccole, sia sul piano cutaneo che in profondità, con la destrezza dei movimenti eseguiti da strumenti miniaturizzati e guidati da una visione tridimensionale ad alta definizione che aiuta il chirurgo a visualizzare meglio le strutture anatomiche sia in panoramica che focalizzando dettagli molto piccoli. Questo approccio consente di ridurre il trauma sui tessuti, il dolore post-operatorio, il sanguinamento, e garantisce tempi di recupero più rapidi», spiega Erika Viola, Direttore del Dipartimento Chirurgico.
«Restano tuttavia situazioni cliniche e interventi complessi nei quali la chirurgia classica continua a rappresentare la soluzione più appropriata e sicura. Dove possibile, l’obiettivo è utilizzare tecniche sempre meno invasive, mantenendo al centro appropriatezza clinica, sicurezza e qualità della cura», conclude Viola.
Responsabile della pubblicazione: Comunicazione
Ultimo aggiornamento: 27/05/2026