Dopo la nascita

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Il ritorno a casa dall’ospedale dopo il parto rappresenta un momento delicato per le neomamme. Spesso prevale un sentimento di insicurezza: ci si può sentire sole, vulnerabili, dubbiose.

Per questo i consultori di Cremona e Casalmaggiore offrono il servizio “A casa insieme”. Un servizio competente e personalizzato che prevede un percorso di dimissione protetta per garantire la continuità assistenziale fra Ospedale, Consultorio e Domicilio.

Questo servizio ha lo scopo di favorire la relazione mamma-bambino e nucleo familiare, sostenere con consigli pratici l’allattamento, valutare lo stato di salute della donna e del neonato, il benessere psicologico materno.

Al momento della dimissione la donna può scegliere se avvalersi o meno di questa possibilità.

Le puerpere che scelgono il servizio vengono contattate dalle Ostetriche o dalle Assistenti Sanitarie. Insieme si valutano gli interventi di supporto da intraprendere a domicilio o presso il Consultorio.

Nelle sedi consultoriali è, inoltre possibile accedere a spazi dedicati a “madre-bambino” per risposte a quesiti specifici: benessere psico-fisico della triade, monitoraggio e sostegno dell’allattamento materno o di un’alimentazione complementata. È inoltre possibile partecipare ad incontri di gruppo con altri neo-genitori ed i loro neonati per scoprire insieme i benefici del massaggio infantile e sviluppare una relazione armoniosa con il proprio bambino.

Come attivare il servizio

Consultorio di Cremona

tel. 0372 497791 - 798 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.30 alle 12.30)

e-mail: consultorio.salutedonna@asst-cremona.it

Spazio Mamma-Bambino: martedì, dalle 10.30 alle 12.00; venerdì, dalle 8.30 alle 11.00

Consultorio di Casalmaggiore

tel. 0375 284182 (dal lunedì a venerdì, dalle 10.30 alle 12.30)

e-mail: consultorio.casal@asst-cremona.it

Documenti richiesti

Tessera sanitaria e codice fiscale se non si è ancora in possesso della nuova tessera sanitaria elettronica.

Le prestazioni sono esenti da ticket, ad esclusione della visita ginecologica post-partum.

L'accesso è diretto, non prevede l'impegnativa.

Si può accedere agli spazio aperti Mamma-Bambino negli orari definiti oppure concordare un appuntamento di persona o telefonando ai numeri di indicati.

Gli operatori dei Consultori di Cremona e Casalmaggiore sono qualificati per la consulenza, il supporto e l’accompagnamento delle fasi post-parto.

A circa 40 giorni dal parto è possibile effettuare una visita ginecologica con eventuale proposta contraccettiva. È anche possibile effettuare la valutazione del pavimento pelvico per la prevenzione di problemi di incontinenza urinaria e di prolasso genitale nel dopo parto.

Modalità di accesso

L'accesso può avvenire fissando direttamente o telefonicamente un appuntamento.

Documenti richiesti

Tessera sanitaria e codice fiscale se non si è ancora in possesso della nuova tessera sanitaria elettronica.

Le prestazioni sono esenti da ticket, ad esclusione della visita ginecologica post-partum.

Allattare è un gesto naturale, è il modo normale di nutrire i neonati che agisce in maniera determinante sulla salute degli individui. Per questo, da oltre vent’anni, la protezione dell’allattamento rientra nelle politiche nazionali, ricordando che la promozione della salute inizia proprio dalla gravidanza. Non a caso le linee di indirizzo di Ministero della Salute, Organizzazione Mondiale della Salute e UNICEF invitano ad incoraggiare iniziative al fine di creare una cultura favorevole alla pratica dell’allattamento.

Molte sono le ragioni: per la maggior parte dei bambini il latte umano è più facile da digerire di quello artificiale e serve per combattere le malattie. Non solo, allattare migliora l’umore della mamma e grazie al contatto fisico è molto rassicurante per i neonati.

L’ASST di Cremona promuove l’allattamento al seno sin dalle prime ora di vita del neonato grazie al rooming in che favorisce l’avvio delle poppate. Se il piccino è con la mamma, lei può attaccarlo al seno non appena si mostra interessato a poppare. Non solo. Presso i consultori sono attivi specifici progetti a sostegno dell’allattamento.

Con il termine divezzamento(più propriamente avvio dell’alimentazione complementare) si intende il passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea ad un’alimentazione semi-solida e poi solida, caratterizzata dalla progressiva introduzione dei cosiddetti “alimenti complementari”, cioè alimenti diversi dal latte.

Questo passaggio deve avvenire nel momento in cui l’alimentazione lattea, da sola, non è più sufficiente a soddisfare le richieste nutrizionali del lattante, soprattutto per quanto riguarda l’apporto di energia, proteine, ferro, zinco e vitamine.

Non esiste un momento preciso e uguale per tutti i lattanti in cui iniziare il divezzamento: il timing adatto per l’introduzione dei primi cibi diversi dal latte dipende da numerose variabili individuali, tra cui le specifiche esigenze nutrizionali, lo sviluppo neurofisiologico e anatomo-funzionale, la crescita staturo-ponderale, il rapporto mamma-bambino, le esigenze specifiche della mamma e il contesto socio-culturale.

Sebbene il timing del divezzamento sia individuale, le linee guida internazionali hanno cercato di identificare approcci condivisi che raccomandano l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita, dopodiché, in linea generale, il bambino è pronto a ricevere cibi solidi. Infatti, intorno a questa età la maturazione intestinale si completa e lo sviluppo neurologico consente di afferrare, masticare e deglutire in maniera efficace.

Non esistono modalità e menù definiti per iniziare il divezzamento. Diversi modelli alimentari possono portare a soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino tra 6 mesi e 3 anni. Va favorita l’interazione tra le preferenze della famiglia, le indicazioni del pediatra ed il contesto socio-culturale e tradizionale per aiutare il bambino a sviluppare il proprio gusto e le scelte alimentari personali nell’ottica di un’alimentazione corretta.

I cibi vanno offerti con il cucchiaino, senza forzare il bambino, consentendogli eventualmente di toccare cibo nel piatto e mangiare con le mani. Non si deve insistere se non gradisce qualche alimento ma alternare cibi diversi per colore, sapore e consistenza.

Il cibo inizialmente non accettato va però riproposto con pazienza in giornate successive, eventualmente preparato  in modo diverso.

E’ importante che il bambino mangi seduto con la schiena eretta (preferibilmente nel seggiolone) per evitare il rischio di soffocamento e per permettergli di partecipare  attivamente al pasto, toccando e anche pasticciando con il cibo.

L'introduzione ritardata di alcuni alimenti non riduce le allergie, conviene, però, offrire un alimento alla volta per identificare eventuali reazioni. È consigliabile ricorrere al latte vaccino solo dopo i 12 mesi.

Nel primo anno di vita la nutrizione del bambino deve assicurare il mantenimento dello stato di salute ed una crescita adeguata, bilanciando i nutrienti, al fine di ridurre l'incidenza di patologie dell'età adulta. Il latte materno è l’alimento ideale, è specie-specifico, è “vivo” e composto da: nutrienti essenziali, elementi della difesa immunitaria, fermenti lattici, enzimi ed ormoni. In sua assenza sarà il Pediatra a prescrivere un latte adattato adeguato alle esigenze del bambino, in quanto è un atto medico.

È importante attenersi: alle quantità suggerite, ad un basso apporto di sale, ad un adeguato apporto di ferro, ad utilizzare grassi polinsaturi ed evitare le bevande zuccherate.

Ricordiamo, infine, che la “crescita” non è solo peso ed altezza, ma corrisponde ad autonomie e conquiste; il pasto ha valore sociale e di relazione, con adeguati accorgimenti (frullare o spezzettare) il piccolo potrà assumere il cibo che consuma la famiglia. I genitori hanno un ruolo nell’educazione alimentare dei figli: per imitazione i piccoli tenderanno a consumare gli stessi alimenti sentendosi così parte del nucleo familiare.