Mamma in attesa

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L’ASST di Cremona offre alle future mamme ed ai loro bambini assistenza e supporto in ogni fase della gravidanza attraverso un approccio multidisciplinare.

Per la mamma in attesa ed il neonato esistono due Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia (Cremona e Oglio Po) ed un’Unità di Patologia Neonatale con Utin (Cremona) che lavorano in strettissima collaborazione per garantire il massimo del comfort e della sicurezza.

Presso le nostre strutture sono attivi gli ambulatori di: diagnosi prenatale (ecografia translucenza nucale, villocentesi, amniocentesi), gravidanza fisiologica, gravidanza a rischio.

Per accedervi è necessaria prescrizione del Medico di Medicina Generale.

Le prenotazioni di visite ed esami possono essere effettuate telefonicamente al numero verde 800 638 638 (da telefono fisso), 02 999599 (da rete mobile), dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 20.00, esclusi i festivi. Oppure di persona presso gli sportelli del Centro Unico di Prenotazione (CUP).

L’assistenza alla gravidanza fisiologica è caratterizzata da un’insieme di attività così declinate: informazione, consulenza, supporto e accompagnamento alla donna.

Nello specifico:

  • Visite ostetrico-ginecologiche periodiche con l’Ostetrica e/o il Ginecologo, completate da prescrizioni di accertamenti ematochimici e delle urine, ecografici (da effettuarsi presso strutture ospedaliere).
  • Valutazione di eventuali fattori di rischio (es. diabete, ipertensione, malattie cardiache, abuso di sostanze ecc.). La loro presenza determina l’accompagnamento della donna presso centri/ambulatori specialistici ospedalieri per la presa in carico.
  • Informazioni sulla diagnosi prenatale.
  • Assistenza personalizzata alla gravidanza fisiologica (è possibile essere seguiti dalla stessa ostetrica, che fornirà informazioni, sostegno ed accompagnamento per tutto il periodo della gravidanza).
  • Consigli e suggerimenti sulle abitudini di vita.
  • Individuazione precoce di situazioni di fragilità emotiva per la prevenzione della depressione perinatale.
  • Indicazioni per affrontare le fasi della gravidanza.
  • Informazioni legali sui diritti-doveri della levatrice-madre durante la gravidanza ed informazioni ai genitori dopo la nascita del bambino.
  • Certificazioni medico-legali per astensione anticipata e/o obbligatoria dal lavoro.
  • Consulenze relative a situazioni particolari che richiedono l’intervento dell’Assistente Sociale e/o dello Psicologo.

Le prestazioni sono esenti da ticket.

La gravidanza a basso rischio è gestita in autonomia dall’Ostetrica a livello ambulatoriale. Ciò accade nel rispetto dei protocolli in essere, assicurando un continuo follow-up sino al momento del parto. Tutte le prestazioni sono esenti da ticket.

La gravidanza ad alto rischio è monitorata dal Ginecologo e dall’Ostetrica ambulatorialmente con collaborazioni pluridisciplinari e l’applicazione di specifici protocolli di diagnosi prenatale.

La consulenza genetica è un processo medico-clinico che ha lo scopo di definire il percorso diagnostico in caso di sospetto di malattia genetica. Il conseguente processo informativo e comunicativo è rivolto sia all’individuo affetto o a rischio di patologia genetica che ai suoi famigliari e affronta la descrizione della malattia, le modalità di trasmissione, il rischio di ricorrenza e le possibili terapie, incluse le opzioni riproduttive.

I programmi di screening prenatale richiedono un approccio multidisciplinare, che coinvolge Ginecologi, Ecografisti, Laboratoristi, Genetisti ed eventualmente Neonatologi.

Ogni test di screening non è diagnostico, ma rappresenta una stima individuale del rischio. In caso di screening prenatale positivo la conferma diagnostica avviene mediante diagnosi prenatale invasiva attraverso l’esame del cariotipo fetale (amniocentesi o villocentesi).

Le indagini citogenetiche prenatali, per verificare la presenza di anomalie cromosomiche, vengono suggerite nei seguenti casi:

  • Età materna superiore a 35 anni
  • Precedente gravidanza con anomalia cromosomica
  • Anomalia cromosomica rilevata in uno dei due genitori
  • Positività al test di screening
  • Anomalie fetali riscontrate mediante analisi ultrasonografiche

La procedura prevede un colloquio di consulenza genetica precedente all’esecuzione del prelievo.

Nello specifico

  • Lo screening per la sindrome di Down viene effettuato nel primo e nel secondo trimestre della gravidanza
  • Lo screening dei difetti del tubo neurale viene effettuato ne nel secondo trimestre della gravidanza

La qualità dell’alimentazione materna durante la gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute della gestante durante tale periodo e quella del nascituro. È quindi opportuno prestare attenzione all’alimentazione della futura mamma, già a partire dal periodo pre-concezionale, cioè prima del concepimento, fino a tutto il periodo in cui il bambino verrà allattato al seno.
Ecco una serie di consigli dedicati alla donna in gravidanza per mangiare bene e in modo sano.

1. Suddividere i pasti correttamente durante il giorno iniziando con una buona colazione che garantisca un adeguato apporto di energia.
2. Variare sempre la frequenza dei secondi piatti nell’arco della settimana.
3. Cercare di consumare regolarmente alimenti integrali, perché ricchi di fibre indispensabili per regolare l’alvo intestinale e rallentare l’assorbimento glucidico.
4. È estremamente importante prestare attenzione all’indice glicemico che misura la velocità con la quale i carboidrati provocano l'aumento del glucosio nel sangue; tanto più questo indice è elevato, maggiore sarà la probabilità di avere un’alta glicemia dopo i pasti. In particolar modo attenzione agli alimenti con elevato indice glicemico quali patate e derivati, cereali per la colazione, zucchero e dolci, pane bianco, riso brillato, pizza, muesli, pop corn e castagne che sono sconsigliati.
5. Non assumere nessun tipo di dolce o zuccheri, bevande zuccherate (thè, bibite, succhi di frutta ecc.).
6. Non eccedere con il consumo di frutta (consigliate n.3 porzioni al giorno).
7. Mangiare abbondante quantità di verdura che, ricca di fibra, permette di ridurre l’assorbimento dei glucidi e regolarizza il transito intestinale.
8. Bere almeno 1,5 litri di liquidi al giorno.
9. Si consiglia di usare olio extra vergine di oliva, preferibilmente crudo sugli alimenti. Evitare fritti, salse, intingoli ed alimenti eccessivamente conditi.
10. Non fare uso eccessivo di sale da cucina sia nella cottura che degli alimenti, sia come aggiunta alle pietanze. Libero il consumo di limone, aceto e spezie.
11. Non consumare alcolici perché causano gravi danni al feto con ritardo nella crescita e lesioni al sistema nervoso centrale. Evitare sostanze eccitanti quali caffè, thè ecc.
12. Attenzione all’igiene nella preparazione dei cibi: è importante consumare gli alimenti freschi entro breve tempo dal momento dell’acquisto e conservarli correttamente per mantenere inalterate le proprietà. Cuocete molto bene carne e pesce, evitando assolutamente l’ingestione di carne “al sangue”, poco cotta o cruda.

In caso di toxoplasma negativo:

  • evitare tutti gli affettati, tranne il prosciutto cotto, per il quale persiste tuttavia un margine di rischio;
  • preferire le verdure cotte; se consumate verdure crude (mai al ristorante o al bar, ma solo in casa), le stesse devono essere ben lavate e disinfettate (es. amuchina); lo stesso per la frutta fresca, che va comunque preferibilmente sbucciata;
  • evitare il consumo di uova crude e di latte non pastorizzato.

Il diabete gestazionale è una forma di diabete mellito che si manifesta in gravidanza con l’aumento dei valori della glicemia, senza che la donna ne sia mai stata affetta prima.

Si tratta di una patologia che tende solitamente a scomparire dopo il parto, ma che costituisce un fattore di rischio per un’eventuale insorgenza di diabete di tipo 2 in futuro.

La comparsa del diabete gestazionale è legata al fatto che, durante il periodo della gravidanza, la placenta secerne diversi tipi di ormoni che contrastano l’effetto dell’insulina, comportando un aumento dei valori della glicemia nel sangue. Nella maggior parte dei casi, l’organismo femminile reagisce a questa condizione aumentando la produzione di insulina ma, nel caso in cui il pancreas non sia in grado di produrre una quantità maggiore di questo ormone, la glicemia nel sangue va incontro a un aumento e si manifesta il diabete gestazionale.

Il diabete gestazionale si manifesta con sintomi poco evidenti e passa spesso inosservato alle donne. Esistono, però, dei fattori di rischio come l’obesità severa e la familiarità con un paziente diabetico che possono accrescere sensibilmente la probabilità di andare incontro a questa forma di diabete. In genere, la diagnosi avviene fra la 24esima e la 34esima settimana di gestazione.

Come per le altre forme di diabete in gravidanza, il diabete gestazionale può costituire un rischio per il feto compromettendo il suo corretto sviluppo. Ciononostante è possibile limitare al massimo i pericoli con un una dieta e il controllo della glicemia.

Il rischio principale del diabete gestazionale è dato dal fatto che il glucosio presente nel sangue a livelli elevati possa attraversare la placenta e interagire con la crescita del feto.

Se il diabete non è tenuto sotto controllo soprattutto nelle prime 7-8 settimane che seguono il concepimento, possono intervenire complicazioni nello sviluppo degli organi e dello scheletro del nascituro per l’eccesso di corpi chetonici ricevuti.

Non bisogna confondere il diabete gestazionale con quello pregravidico, che è una condizione in cui il diabete è presente ancor prima della gravidanza.

Anche questa forma di diabete può rappresentare un rischio per il feto, in quanto una glicemia elevata nel periodo della gestazione, in particolare durante il primo trimestre, costituisce un fattore di rischio per comparsa di anomalie congenite specialmente a carico del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso, dei reni e delle vie urinarie del bambino.

Ciò nonostante, una donna diabetica che decide di mettere al mondo un figlio può farlo tranquillamente, in quanto un attento e meticoloso controllo metabolico portato avanti fin dalla fase precedente al concepimento consente di abbattere il rischio di anomalie.

Servizi a disposizione delle future mamme. La cura del diabete in gravidanza avviene attraverso un team multidisciplinare che coinvolge Ginecologo, Diabetologo, Dietista, Infermiere ed Ostetrica.

Il percorso prevede una prima visita al Centro Diabetologico dove gli operatori verificano lo stato metabolico della futura mamma, impostano una dieta personalizzata e insegnano come utilizzare il glucometro.

Durante la gravidanza verranno effettuati ulteriori controlli per monitorare lo stato metabolico, ponderale ed il compenso glicemico. Qualora la terapia nutrizionale non sia sufficiente, sarà necessario passare alla terapia insulinica.

Modalità di accesso al Servizio

Per accedere al servizio le prima visite vengono prenotate agli sportelli CUP o telefonando al numero verde 800.638.638.

I controlli verranno gestiti direttamente dal personale di reparto dopo ogni visita.

La tiroide è un organo fondamentale sia per la fertilità femminile sia per la crescita del feto durante la gravidanza. Ecco perché è necessario che tutte le donne in età fertile eseguano esami periodici alla tiroide. Diagnosi precoce e trattamento tempestivo sono infatti essenziali per raggiungere e completare una gravidanza e quindi scongiurare conseguenze negative, durante e dopo i mesi di gestazione, per la mamma e il nascituro.

Come funziona. La ghiandola tiroidea utilizza lo Iodio per il proprio funzionamento. Lo Iodio è presente in alcuni cibi (pesce di mare in primis, latticini, uova), ma nelle nostre latitudini è necessaria un’ulteriore integrazione tramite l’utilizzo del sale iodato per completare il fabbisogno. Il fabbisogno di Iodio aumenta nettamente in gravidanza e, soprattutto nel I trimestre, la crescita del feto dipende dal corretto funzionamento della ghiandola tiroidea della madre, non avendo ancora formato la propria.

Cosa fare. È importante avere già all’inizio della gravidanza una buona riserva di iodio, per questo è consigliabile che la futura mamma a rischio di carenza iodica faccia nei tre mesi precedenti il concepimento una cura a base di integratori di iodio, oltre che durante la gestazione. Un altro oligoelemento molto utile per la tiroide, e quindi in gravidanza, è il selenio, in quanto è un componente essenziale degli enzimi che permettono alla tiroide di sintetizzare triiodotironina-T3.

Servizi a disposizione delle future mamme. All’inizio della gravidanza viene eseguito uno screening della funzionalità tiroidea e, se necessario, anche nei successivi trimestri. Le pazienti che già sono in terapia con L-tiroxina per un ipotiroidismo noto vengono solitamente informate della necessità di incrementare la dose di circa il 30 % una volta nota la gravidanza, oltre alla necessità di controlli mensili della funzionalità almeno nel I trimestre (secondo parere ginecologico/endocrinologico).

Modalità di accesso al Servizio

E’ possibile prenotare una prima visita direttamente presso la Segreteria del Centro Endocrino Metabolico (6° piano, lato destro dell’Ospedale di Cremona) oppure chiamando il numero 0372 4095238.

Il tromboembolismo venoso è una patologia multifattoriale, alla cui genesi concorrono più elementi. Ogni individuo ha il proprio “potenziale trombotico” che dipende da fattori sia ereditari (es. famigliarità, difetto di proteine anticoagulanti) sia acquisiti (es. chirurgia, terapie estro progestiniche, gravidanza). È plausibile pensare che l’evento clinico “trombosi” si manifesti solo quando l’insieme di questi fattori supera una determinata soglia.

È importante individuare la propria predisposizione del rischio per lo sviluppo di trombosi per consentire l’applicazione di regimi di prevenzione, farmacologica e non, secondo protocolli ben definiti utili a ridurre la probabilità dell’evento.

L’indicazione alla visita specialistica è utile in particolare nei soggetti con una storia famigliare e/o personale positiva di tromboembolismo venoso (Trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare).

Donare il sangue cordonale è un gesto volontario che avviene in anonimo. Lo scopo è mettere a disposizione di chiunque abbia bisogno di un trapianto di cellule staminali il sangue del cordone ombelicale.

Nelle nostre strutture è possibile donare effettuare il prelievo del sangue cordonale per la donazione delle cellule staminali ad uso solidaristico e ad uso dedicato.

Come fare?

È necessario effettuare la visita di idoneità presso il Servizio di Medicina Trasfusionale. Durante la visita verranno controllati gli esami eseguiti in gravidanza e verranno prescritti gli accertamenti da eseguire dalla 34 a alla 36a settimana di gestazione. Alle donne risultate idonee, al momento del parto, sarà effettuato il prelievo del sangue cordonale secondo le procedure standardizzate.

Quando, Come e Dove prenotare la visita di idoneità presso la Medicina Trasfusionale

Quando: dalla 34 a settimana

PRESIDIO OSPEDALIERO DI CREMONA
Dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle ore 14.30 - tel. 0372 405461

PRESIDIO OSPEDALIERO OGLIO PO
Dal lunedì al venerdì, dopo le ore 11.00 - tel. 0375 281485 - 6

Ogni bimbo che nasce può salvarne un altro. La donazione del cordone ombelicale in Italia è consentita solo nelle Banche pubbliche ed è gratuita.
Le UO di Ostetricia di Cremona collabora con la Cord Blood Bank di Pavia.

Per la donna in gravidanza è indicato rivolgersi al Pronto soccorso in presenza di:

  • Perdite ematiche
  • Dolori addominali
  • Cefalea
  • Assenza di movimenti fetali

In caso di urgenza è possibile accedere 24h su 24h ai reparti di Ostetricia passando attraverso il Pronto Soccorso.

Quando non è necessario il ricovero, la donna viene trattenuta in osservazione controllata e valutata in regime di Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.).

Quando è necessario il ricovero, il personale accompagnerà la gestante dal pronto soccorso direttamente nell’area parto.

La vicinanza del papà durante le fasi della gravidanza è favorita da tutti i servizi ospedalieri e consultoriali. La costituzione del nucleo mamma-papà prima e mamma-papà-bambino dopo sono due momenti formativi importanti. In tutto questo il papà ha in ruolo primario. La sua consapevolezza e la sua conoscenza rispetto a quanto sta accadendo durante la gravidanza si rivelano un punto di forza per la coppia e per il bambino.

Spesso è un aiuto insostituibile per la donna in termini di supporto e comprensione di ansie ed insicurezze, ma anche per la condivisione dei momenti di sorpresa e gioia legati alla nascita. I papà partecipano ai percorsi di sostegno promossi dai consultori, ai corsi di accompagnamento alla nascita e la loro presenza in sala parto è molto gradita.

Durante il soggiorno in ospedale possono accedere nella stanza della mamma 24h su 24h. La loro vicinanza sin dai primi momenti di vita del bimbo è essenziale per lo sviluppo di una buona relazione famigliare.