Donare il sangue

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Per diventare donatore di sangue è necessario rivolgersi alla Sede AVIS Provinciale che indirizzerà all’AVIS Comunale più vicina alla residenza, oppure al Servizio Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera territoriale.

AVIS di Cremona
Via Massarotti, 45 - 26100 Cremona
Tel 0372 27232
Accettazione donatori: dal lunedì al venerdì, dalle ore 6.45 alle ore 9
www.aviscremona.it
 
Ospedale di Cremona
Dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia
piano T – lato sinistro

Tel 0372 435887 - 0372 405461  e-mail: trasfusionale@asst-cremona.it
Accettazione donatori: sangue dalle 7 alle 9
Plasmaferesi dalle 7 alle 11

Ospedale Oglio Po
Divisione di Immunoematologia - 1° piano
Donazioni sangue e plasma: dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 9.30, il sabato dalle 8 alle 9

AVIS di Casalmaggiore 
Via Baslenga, 3/5 - 26041 Casalmaggiore
Tel 0375 40185 
Donazione sangue: tutti i mercoledì, dalle 6.45 alle 08.15
www.aviscasalmaggiore.it

  • Buone condizioni di salute
  • età compresa tra i 18 e i 65 anni
  • peso superiore ai 50 Kg
  • idoneità agli accertamenti eseguiti e alla visita medica
  • assenza di gravi malattie
  • assenza di alcolismo e tossicodipendenza
  • comportamenti sessuali corretti

 

L’idoneità alla donazione viene data dopo valutazione del questionario, visita medica ed esami ematici dal medico selezionatore dell’Unità di Raccolta territoriale ( Sede Avis comunale) o dal Centro Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera.

Alcune condizioni patologiche o comportamenti non sono compatibili temporaneamente o definitivamente con la donazione, in quanto pericolose per la salute del donatore e/ o per il ricevente (alcolismo cronico, assunzione di droghe, insieme con i comportamenti sessuali in cambio di denaro o di droga).

Il donatore periodico o nuovo donatore prima di ogni donazione deve:

  • Compilare e firmare un questionario (come stabilito dal D.M 2/11/15) finalizzato a raccogliere le informazioni relative al suo stato di salute (presente e passato) e al suo stile di vita (abitudine al fumo, assunzione di alcool, sessualità, tatuaggi, piercing, viaggi…) e leggere l’informativa dome previsto dal D.M. 18/01/18 che riguarda la definizione del materiale informativo-educativo in relazione al rischio di trasmissione di HIV).
  • Eseguire una digitopuntura (puntura al dito) per prelevare una piccola quantità di sangue al fine di determinare se il valore dell’emoglobina è adeguato alla donazione.
  • Colloquiare con il medico selezionatore sulle notizie riferite nel questionario e sottoporsi a valutazione medica nel corso della quale vengono rilevati il peso corporeo, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e valutata la capacità respiratoria allo scopo di stabilire l’idoneità o meno alla donazione.
  • Firmare il modulo di consenso informato: con il quale il donatore dichiara di aver ricevuto un’adeguata informazione, di aver compreso e di essere disponibile a sottoporsi alla donazione. N.B. Il donatore, al termine del colloquio con il medico, può decidere autonomamente di non sottoporsi alla donazione e di autoescludersi per la presenza di situazioni di non idoneità che possono compromettere la propria e l’altrui salute.

Presso il Servizio Trasfusionale ospedaliero e/o le Unità di Raccolta territoriale si possono eseguire due tipi di donazione:

Donazione di sangue intero: al donatore vengono prelevati 450ml di sangue.  La durata della donazione è di circa 10/15 minuti.  La sacca di sangue viene successivamente sottoposta a “lavorazione”, che consente di dividere il sangue nei suoi componenti: globuli rossi concentrati, globuli bianchi, piastrine e plasma. Gli uomini possono donare ogni 90 giorni, mentre le donne due volte l’anno.  ( D.M. 2/11/2015)

Plasmaferesi (solo presso le strutture ospedaliere): è la donazione di un solo componente del sangue, il plasma.  Il sangue viene prelevato dalla vena del donatore e immediatamente scomposto nei suoi principali componenti mediante apposita apparecchiatura (separatore cellulare). Si trattiene il plasma, mentre vengono restituiti al donatore tutti gli altri emocomponenti. Vengono prelevati 600 ml di plasma in circa 40 minuti. Il plasma viene successivamente congelato e conservato a -25°.

Entrambe le tipologie di donazione vengono effettuate con il donatore disteso su apposita poltrona-lettino. Dopo un’accurata disinfezione della cute dell’avambraccio, viene eseguita la venipuntura (cioè viene inserito l’ago in una vena) e il sangue viene fatto scendere dal donatore alla sacca di raccolta. 
Ogni volta che si effettua una donazione, il sangue del donatore viene sottoposto ad una serie di esami di laboratorio, con tecnologie avanzate e biologia molecolare, necessari per garantire la tutela della salute del donatore e la sicurezza del ricevente. (come stabilito dal D.M 2/11/2015)

È una procedura controllata e sicura: tutti gli aghi e i tubi del circuito del prelievo sono sterili e vengono utilizzati una sola volta. Non c’è rischio di contrarre alcuna malattia infettiva. Il corpo del donatore rimpiazza tutti i fluidi persi nella donazione nell’arco di 24 ore.

I donatori periodici, cioè coloro che donano ad intervalli regolari, ad ogni donazione vengono sottoposti ad un’accurata visita di idoneità fisica e il loro sangue, prima di essere validato, viene attentamente analizzato, ciò permette di tenere sotto controllo la salute del donatore e la qualità del sangue, in modo assolutamente gratuito e nel pieno rispetto della privacy ed indirettamente si concorre alla prevenzione di patologie quali: diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, ecc.

Tutto ciò rappresenta una garanzia per la salute di chi riceve il sangue, ma anche per chi lo dona. Diventare donatore periodico significa quindi poter monitorare il proprio stato di salute aiutando contemporaneamente la sanità pubblica ad offrire un livello sempre maggiore di sicurezza trasfusionale.

  • Non è necessario il digiuno assoluto: è consentita una leggera colazione, senza troppo zucchero ed evitando latticini.
  • La sera precedente è consigliato un pasto normale senza abusi di bevande alcoliche ed eccessi alimentari.
  • Il digiuno è necessario solo in caso di controlli di laboratorio (su prescrizione medica).
  • E’ consigliato indossare indumenti comodi, con la possibilità di rimboccarsi le maniche senza stringere il braccio.
  • E’ preferibile non sottoporsi al prelievo dopo un turno di lavoro notturno.
  • Evitare di svolgere attività fisica o sportiva pesanti nei 2-3 giorni precedenti la donazione. 
  • Restare distesi sulla poltrona-prelievo qualche minuto prima di alzarsi.
  • Tenere premuta la garza che viene posta nel punto di prelievo per qualche minuto 
  • Tenere il braccio disteso, evitando di piegarlo per almeno 10 minuti 
  • Fare colazione presso il punto di ristoro del Servizio
  • Non fumare per almeno 30 minuti 
  • Evitare alcolici e cibi particolarmente impegnativi per la digestione
  • Bere più del solito a pasto e durante la giornata
  • Evitare attività fisica intensa, lavori faticosi, attività sportiva agonistica, lunghi viaggi in auto
  • Contattare i Medici del Servizio Trasfusionale se compaiono reazioni imputabili alla donazione (ematomi importanti, flebiti, svenimento, ecc.).

Il donatore deve essere consapevole e responsabile: dai suoi comportamenti al suo stile di vita dipende la sicurezza del sangue che dona e la salute di chi lo riceverà. 

Controllare il peso corporeo 
E’ consigliabile tenere sotto controllo il peso corporeo ossia mantenere il corretto equilibrio tra le calorie assunte e quelle consumate. Evitare grosse oscillazioni del peso corporeo attraverso una dieta varia e bilanciata e una regolare attività fisica.

Eseguire attività fisica costante
L’ attività fisica regolare è un presupposto importante per la salute. È provato che essa riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete, malattie metaboliche, di cancro del colon, e  di osteoporosi. La sedentarietà è il principale fattore di rischio variabile della cardiopatia coronarica. 
E’ consigliabile, pertanto, svolgere attività fisica moderata almeno per 30 minuti al giorno per 5 volte la settimana.

Seguire un’alimentazione equilibrata
E’ fondamentale seguire un’alimentazione moderata nella quantità, varia, con limitazione dei grassi, ricca in frutta e verdura.
Frutta e verdura andrebbero consumate nella misura di 5 porzioni al giorno: due di verdura (a pranzo e cena) e tre frutti (meglio se differenti). Per quanto riguarda le fonti proteiche occorre consumare carne, pesce, uova, formaggi, salumi e legumi. Tra le carni meglio optare per i tagli magri cercando di non eccedere con la carne rossa. Il pesce andrebbe consumato almeno quattro volte la settimana, grazie al suo contenuto di grassi polinsaturi con effetto benefico su cuore e circolazione. Anche salumi e formaggi possono essere consumati ma attenzione alla porzione, essendo alimenti ricchi in grassi andrebbero consumati circa due volte la settimana in modica quantità.

La dieta del donatore dovrebbe considerare altre tre caratteristiche importanti:
1. Deve essere ricca in ferro (pesce, legumi, vegetali a foglia verde, frutta secca)
2. Deve essere povera in grassi (soprattutto nelle 24 ore prima della donazione attenzione quindi ai fritti, ai tagli di carne grasse, ai formaggi e ai salumi quali salame, pancetta, lardo ecc. )
3. Deve essere ricca in liquidi per ripristinare i liquidi persi con la donazione, sono da preferire  acqua naturale, succhi di frutta e/ o spremute.

Evitare fumo, abuso di alcoolici e droghe
E’ importante astenersi dal fumo della sigaretta almeno la mattina prima della donazione.
Sebbene fumare non sia di per sé una buona abitudine, chi fuma può comunque donare.
È bene evitare di farlo a ridosso della donazione per un motivo molto semplice: il fumatore dona sangue meno ossigenato.
La dose alcolica giornaliera non deve superare, secondo i parametri di rischio per la salute definiti dall’OMS i 40 grammi per gli uomini e 20 grammi per le donne (corrispondenti, rispettivamente a circa 3 bicchieri e a 1 bicchiere e mezzo di vino di media gradazione alcolica).
E’ possibile ammettere alla donazione quei soggetti che, pur essendo consumatori di sostanze stupefacenti, non presentano le caratteristiche di soggetti a rischio di trasmissione di malattie infettive per rapporti sessuali non protetti o scambio di siringhe. Si tratta di quei soggetti che fanno uso saltuario di cannabis (marijuana o hashish) e lo dichiarano alla visita di ammissione: questi donatori, infatti per essere consumatori solo di sostanze per via inalatoria non presentano un rischio di contagio di malattie infettive superiore a quello di un qualsiasi fumatore di tabacco.

Evitare comportamenti sessuali rischiosi
E' importante per la propria salute e per quella degli altri adottare comportamenti sessuali potenzialmente rischiosi, ad esempio non protetti con partner diversi.
I comportamenti sessuali a rischio vengono valutati dal Medico caso per caso, indipendentemente dall’orientamento sessuale e del genere non discriminando alcuna “categoria” di persone.

EPATITE C

Come si trasmette?
Il contagio avviene per contatto con sangue e liquidi biologici di persona infetta; per trasmissione diretta da madre a figlio alla nascita, oppure, anche se più raramente, per via sessuale • Ha un periodo di incubazione tra 5 e 26 settimane • Non è disponibile un vaccino.

Come prevenirla?
Non usare aghi, lamette, rasoi, spazzolini da denti, forbicine per unghie utilizzati da altre persone, anche se famigliari. • Utilizzare il preservativo nei rapporti sessuali con partner occasionali o con più di un partner • Limitare il numero dei partner • Evitare tatuaggi o piercing se non effettuati con materiale sterile e monouso.

Che disturbi provoca?
Il quadro clinico è variabile: dall’assenza di qualsiasi sintomo, a forme con nausea, malessere generale, vomito, ittero e forme cliniche gravissime • Il più delle volte si presenta in una forma clinica lieve • Spesso, in assenza di sintomi, il riscontro è occasionale e rappresentato da esami di laboratorio alterati (transaminasi) • L’epatite C cronicizza in un’alta percentuale di casi e può evolvere verso la cirrosi epatica.

N.B. I portatori del virus dell’epatite C e i loro partner sessuali non possono donare sangue.

EPATITE B

Come si trasmette?
l contatto avviene per via sessuale o per contatto con sangue e liquidi biologici di persona infetta; oppure per trasmissione diretta da madre a figlio alla nascita • Ha un periodo di incubazione tra i 2 e i 6 mesi • Esiste un vaccino contro l’epatite B.

Come prevenirla?
Non usare aghi, lamette, rasoi, spazzolini da denti, forbicine per unghie utilizzati da altre persone, anche se famigliari. • Utilizzare il preservativo nei rapporti sessuali con partner occasionali o con più di un partner • Limitare il numero dei partner • Evitare tatuaggi o piercing se non effettuati con materiale sterile e monouso.

Che disturbi provoca?
Il quadro clinico è variabile: dall’assenza di qualsiasi sintomo, a forme con nausea, malessere generale, vomito, ittero e forme cliniche gravissime • L’epatite B può guarire completamente o avere un decorso prolungato; può evolvere verso una forma acuta fulminante o cronicizzate. Spesso, in assenza di sintomi, il riscontro è occasionale e rappresentato da esami di laboratorio alterati (transaminasi)

N.B. I portatori di virus B, chi ha avuto l’epatite B e non si è immunizzato, i partner di queste persone non possono donare sangue

SINDROME DA IMMUNODEFICENZA ACQUISITA (HIV)

Il virus che provoca l’AIDS si chiama HIV. Questo virus attacca il sistema di difesa dell’organismo, in particolare una famiglia di globuli bianchi (linfociti T4), indebolendolo e rendendolo preda delle più svariate infezioni

Come si trasmette?
Per via sessuale: anche un solo rapporto sessuale a rischio può trasmettere l’infezione • Per via ematica: attraverso lo scambio di siringhe tra chi fa uso di droghe per via endovenosa e, rarissimamente attraverso la trasfusione. • Per via verticale: dalla madre al figlio durante la gravidanza o al momento del parto. • Non si trasmette attraverso i comuni contatti sociali: baci, abbracci, sudore, strette di mano, punture di zanzare, ecc. • Il soggetto sieropositivo può trasmettere il virus anche se non presenta ancora segni di malattia.

Come si fa la diagnosi?
Per accertare l’infezione da HIV è necessario effettuare un’analisi del sangue che evidenzia la presenza degli anticorpi contro il virus HIV. La positività del test non equivale alla diagnosi di AIDS, esprime solo il fatto che è avvenuta l’infezione. La definizione generale dello stato di salute è possibile solo dall’insieme di esami di laboratorio e da un’accurata valutazione medica.

Quando si positivizza il test HIV?
I test diventa positivo mediamente dopo circa 2 mesi dal contagio, anche se sono documentati casi di positività tardiva (6- 12 mesi): il periodo che intercorre dal momento del contagio alla positività del test anti-HIV è detto “periodo finestra”; in tale intervallo di tempo il test è negativo, ma il soggetto è ugualmente infetto. • Subito dopo l’ultimo contatto potenzialmente contagiante è opportuno eseguire il test, per verificare una eventuale positività preesistente; in caso di negatività è consigliabile ripetere il test dopo 3-6-12 mesi.

SIFILIDE

La sifilide è una malattia venerea, sessualmente trasmessa, causata non da un virus, ma da un batterio: il Treponema Pallidum.

Come si trasmette?
Attraverso contagio sessuale diretto con una persona infetta • per trasmissione transplacentare da madre a figlio • per contagio indiretto (stoviglie, biancheria, ecc.) • per contatto con ferite o sangue di persona infetta • attraverso la trasfusione di emocomponenti freschi.

Come si manifesta?
Il primo sintomo della sifilide è di solito una piccola ulcerazione, detta sifiloma primario, nella zona a contatto sessuale (pene – vagina – ano – retto – bocca). La ferita di solito appare 2-6 settimane dopo l’esposizione e sparisce entro poche settimane. Brevemente dopo che la ferita è guarita si può rilevare un’eruzione cutanea in tutto il corpo, linfonodi gonfi, febbre o affaticamento; anche questi sintomi spariscono entro poche settimane. Se non curata la sifilide evolve nel terzo stadio con gravi danni d’organo ( lesioni a carico del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso, ecc.). Non esiste vaccino. La profilassi è soprattutto comportamentale (usare il preservativo durante i rapporti sessuali e limitare il numero dei partner) La terapia è molto efficace se tempestiva e si avvale di antibiotici di facile impiego (penicillina).

Il viaggio internazionale effettuato per turismo o per ragioni di lavoro, soprattutto verso aree tropicali o subtropicali espone l’organismo al rischio di infezioni sostenute da agenti patogeni ( virus e batteri) non comuni nelle nostre aree di residenza.

Pertanto, al ritorno da un soggiorno nei paesi tropicali e subtropicali, è fortemente consigliato   rivolgersi al proprio medico di famiglia e al Servizio trasfusionale ospedaliero o all’Unità di Raccolta del distretto di appartenenza, per capire se esiste la possibilità di essere venuti a contatto con agenti patogeni che possano compromettere la futura donazione, al fine di preservare la salute del donatore e del ricevente.